La bistecca di maiale alla birra è ottima e molto appetitosa. Come cucinare una bistecca di maiale in padella? Se hai un po’ di birra, prova in questo modo. Con questa ricetta, la carne di maiale rimane tenera e saporita! La ricetta della braciola alla birra è di Silviadaroma e l’ho scoperta una sera che avevo delle fette di carne di maiale e cercavo un modo diverso di cucinarle. Inoltre, amo la birra e visto che per la preparazione non si utilizza tutta la birra della lattina o bottiglia, quella che avanza l’ho bevuta. Con questa ricetta la carne rimane tenera e molto saporita!
La bistecca di capocollo di maiale alla birra è un piatto semplice ma delizioso che unisce la succosità della carne di maiale con il sapore ricco e complesso della birra. Per iniziare, scegli delle bistecche di maiale di buona qualità, con un po’ di grasso, che aiuterà a mantenere la carne morbida durante la cottura.
Puoi usare una birra chiara per un sapore più delicato o una birra scura per un gusto più intenso e robusto. La cipolla inoltre conferisce un sapore dolce che ben contrasta con quello più amaro della birra.
Puoi accompagnare le braciole di maiale in padella morbide alla birra con contorni semplici come purè di patate, verdure grigliate o un’insalata fresca. Questa ricetta non solo rende la carne incredibilmente tenera, ma la infonde anche di un sapore profondo e aromatico grazie alla birra.
Se stai cercando un modo diverso e gustoso per cucinare le bistecche di maiale, prova questa ricetta alla birra. È facile da preparare e il risultato finale è una carne succulenta e saporita che conquisterà tutti i tuoi ospiti. Inoltre, avrai l'occasione di goderti una buona birra mentre cucini!
Storia delle braciole di maiale alla birra
La storia della bistecca (o braciola) di maiale alla birra è un racconto affascinante che parla di contaminazioni culturali, di ingegno contadino e di come la birra sia passata da essere una semplice bevanda da taverna a un prezioso ingrediente per la cucina di tutti i giorni.
Questa preparazione unisce la tradizione rurale mitteleuropea alla sapienza della cucina casalinga italiana, sviluppandosi attraverso alcune tappe storiche fondamentali:
1. Le radici nel nord Europa: il matrimonio tra maiale e luppolo
Per trovare l'origine profonda di questa tecnica culinaria dobbiamo guardare ai paesi di cultura germanica, celtica e fiamminga (come Germania, Belgio, Austria e Repubblica Ceca).
- In queste terre, dove il clima non permetteva la coltivazione della vite per fare il vino, la birra era la bevanda nazionale e, di conseguenza, il liquido di cottura per eccellenza.
- Il maiale è storicamente la carne più consumata in queste regioni. Gli antichi cuochi notarono che la birra possedeva due qualità magiche per la carne suina: l'anidride carbonica e gli enzimi naturali del lievito agivano come inteneritori per le fibre muscolari, mentre la componente zuccherina del malto favoriva la caramellizzazione della superficie durante la cottura, creando deliziosi sughi scuri e densi.
2. Il "brasato alla birra" e la cucina povera
Nelle taverne medievali e rinascimentali del nord Europa nacquero piatti celebri come la Carbonnade flamande (uno stufato di manzo o maiale cotto nella birra scura con abbondanti cipolle). La cipolla era un elemento chiave: la sua dolcezza naturale serviva a bilanciare la nota fortemente amara del luppolo presente nella birra.
- Questa tecnica era considerata "cucina povera" o di recupero: spesso si utilizzava la birra che stava perdendo brio (diventando sgasata) per cuocere tagli di carne di maiale più duri ed economici, lasciandoli sobbollire per ore fino a farli diventare tenerissimi.
3. L'arrivo in Italia e la reinterpretazione in padella
Nel corso del novecento, con l'apertura delle frontiere commerciali e la diffusione delle birre industriali (soprattutto le lager e le pilsner chiare) anche nel bacino del Mediterraneo, la cucina italiana ha iniziato ad adottare questa tecnica, ma adattandola ai propri ritmi e gusti.
- A differenza dei lunghi stufati mitteleuropei, la cucina casalinga italiana (sempre alla ricerca di soluzioni pratiche, veloci e saporite per i pranzi di tutti i giorni) ha trasformato la ricetta in una cottura espressa in padella.
- È stata introdotta la tecnica tutta italiana dell'infarinatura della carne prima della rosolatura. Questo piccolo accorgimento geometrico ha cambiato tutto: la farina, unendosi alla birra e al brodo versati in padella, agisce come addensante immediato, creando una cremina vellutata (il fondo di cottura) che intrappola i succhi all'interno della bistecca e smorza l'amaro della bevanda.
4. Il boom contemporaneo e la condivisione "pop"
Negli ultimi decenni, grazie anche alla nascita delle community di cucina online (come i blog e i ricettari condivisi dagli appassionati, proprio come la versione di Silviadaroma citata nel testo), la bistecca alla birra è diventata un vero e proprio pilastro dei piatti "salvacena".
- Rappresenta la quintessenza della cucina conviviale: una ricetta democratica, economica e divertente, dove il rito del cucinare si fonde con quello del relax (visto che la quota di birra avanzata dalla lattina diventa il premio per chi sta davanti ai fornelli). Oggi, con l'esplosione delle birre artigianali, il piatto continua a evolversi permettendo ai cuochi domestici di sperimentare sfumature sempre nuove, dalle note agrumate delle birre chiare a quelle tostate di caffè e cioccolato delle birre scure.
Varianti braciole di maiale
La bistecca di maiale alla birra in padella è un secondo piatto ricco e confortante che, grazie alla tecnica della sfumatura e dell'infarinatura, può essere facilmente adattato a diverse esigenze alimentari o modificato per ottenere profumi totalmente nuovi.
Ecco le varianti consigliate per trasformare la ricetta di base:
- versione per intolleranti al glutine – sostituisci la farina tradizionale utilizzata per impanare la carne con della farina di riso o della maizena (amido di mais), assicurandoti di utilizzare una birra specificamente certificata senza glutine (gluten-free) per la sfumatura; otterrai una cremina densa, vellutata e totalmente sicura
- versione vegana o vegetariana al seitan – sostituisci la bistecca di capocollo con dei medaglioni di seitan alla piastra o di tofu compatto; segui lo stesso identico procedimento infarinando il sostituto vegetale, rosolandolo con la cipolla e sfumando con la birra per creare un fondo di cottura saporito e avvolgente
- versione vegetariana a base di funghi portobello – utilizza le cappelle grandi e carnose dei funghi portobello al posto della carne; puliscile bene, passale nella farina e cuocile in padella con l'olio e la cipolla prima di aggiungere la birra, ottenendo un secondo piatto succulento dalla consistenza molto simile a quella di una bistecca
- versione per intolleranti al lattosio (variante brodo) – la ricetta base è già naturalmente priva di lattosio poiché utilizza olio, birra e brodo; per massima sicurezza, assicurati semplicemente che il brodo caldo utilizzato per allungare il sughetto sia vegetale fatto in casa o un dado industriale certificato senza tracce di latte o derivati
- variante aromatica alle erbe e senape – aggiungi un cucchiaio di senape in grani o tonda direttamente nel sughetto di birra e cipolle durante gli ultimi minuti di cottura, e profuma il piatto con un rametto di rosmarino o di timo fresco; la senape darà una nota acidula e pungente che taglia perfettamente la grassezza del maiale
- variante robusta con birra scura e miele – sostituisci la classica birra chiara con una birra scura di tipo stout o porter (caratterizzata da note di caffè e cioccolato) e aggiungi un cucchiaino di miele millefiori insieme alle cipolle; il contrasto tra l'amaro della birra scura e il dolce del miele creerà una glassa scura e caramellata irresistibile
- variante esotica allo zenzero e arancia – grattugia un pezzetto di zenzero fresco nella padella insieme alla cipolla e sostituisci una parte del brodo caldo con il succo filtrato di mezza arancia; la freschezza agrumata dell'arancia e il tocco piccante dello zenzero alleggeriranno la percezione del maiale regalando un profumo estivo e moderno.
Quale birra scegliere per cucinare?
La scelta della birra è il fattore che incide di più sul sapore finale del piatto: la birra in cottura si riduce, il che significa che l'acqua evapora e tutti i sapori (sia il dolce del malto che l'amaro del luppolo) si concentrano fortemente.
Il segreto per non sbagliare è evitare birre eccessivamente luppolate (come le IPA o le APA moderne), perché l'amaro diventerebbe così intenso da rendere la carne sgradevole.
Ecco le tipologie di birra ideali divise per il tipo di risultato che vuoi ottenere:
1. Birre chiare (per un gusto delicato e per tutti i giorni)
Sono le più indicate se cerchi un piatto equilibrato, dove il sapore della birra accompagna la carne senza coprirla.
- Lager o Pilsner – sono le classiche birre bionde industriali (dalla lattina o bottiglia che si ha quasi sempre in frigo, proprio come nella ricetta di Silviadaroma). Sfumando con queste, otterrai un sughetto leggero, leggermente amarognolo ma molto fresco, perfetto se bilanciato dalla dolcezza della cipolla.
- Blanche / Witbier (birre di frumento belghe) – sono birre chiare prodotte con grano non maltato, scorze d'arancia e coriandolo. Se le usi per sfumare il maiale, la nota agrumata e speziata si sposerà magnificamente con la carne, regalandoti una cremina profumatissima e zero amara.
2. Birre ambrate e rosse (per un gusto rotondo e caramellato)
Queste birre contengono malti più tostati che cedono una naturale nota dolce, ottima per legarsi ai succhi della carne.
- Abbazia o Doppio Malto (stile Belgian Pale Ale) – birre dal corpo robusto e dal colore ambrato. Hanno note di caramello, brioscia e frutta secca. In cottura perdono la nota alcolica e creano una glassa dorata e avvolgente, riducendo al minimo il rischio di un fondo di cottura amaro.
- Bock / Doppelbock – birre rosse o ambrate di tradizione tedesca, molto maltate e calde. Sono perfette per le cotture in padella perché la loro dolcezza naturale contrasta lo sapidità del maiale in modo eccellente.
3. Birre scure (per un gusto intenso e invernale)
Se vuoi dare al piatto un tocco "mitteleuropeo", quasi da pub, e un colore molto scuro e invitante.
- Stout o Porter (stile Guinness) – sono birre nere prodotte con malti fortemente tostate. Regalano al sughetto sfumature che ricordano il caffè, il cacao amaro e la liquirizia.
- Il trucco: se scegli una birra scura, aumenta leggermente la quantità di cipolle nella padella o aggiungi un pizzico di zucchero di canna (o miele) per bilanciare l'amaro pronunciato del malto tostato.
Una regola d'oro: non cucinare mai con una birra che non berresti volentieri nel bicchiere. Se la birra è di bassa qualità o difettosa, rovinerà inevitabilmente anche la tua bistecca!
Come presentare il maiale alla birra
La bistecca di maiale alla birra è un secondo piatto dall'aspetto rustico e casalingo. Poiché la cottura in padella con la farina crea un fondo denso e ambrato, il rischio visivo è che il piatto appaia monocromatico (sui toni del marrone e del beige).
Il segreto per una bella presentazione sta nel valorizzare la cremosità del sughetto, dare slancio alla carne e aggiungere tocchi di colore freschi. Ecco come impiattarla in modo invitante:
1. La scelta del piatto e lo "specchio" di salsa
La salsa alla birra e cipolle è il valore aggiunto di questa ricetta, quindi merita di essere protagonista.
- usa un piatto piano ampio – un piatto di ceramica bianca o dai toni caldi della terra (come il tortora o il grigio pietra) è l'ideale.
- fai uno "specchio" sul fondo – prima di posizionare la carne, prendi un cucchiaio abbondante di sugo alla birra e cipolle e stendilo al centro del piatto creando una base circolare (lo specchio). Adagia la bistecca sopra questo letto: in questo modo la carne rimarrà sollevata e la salsa sarà ben visibile.
2. Posizionamento della carne e glassatura
La bistecca non va semplicemente "appoggiata" freddamente nel piatto.
- dai volume – se la fetta è molto grande o se servite il capocollo, potete tagliarla trasversalmente a fette spesse (tipo tagliata) prima di impiattarla, disponendo le fette leggermente sovrapposte l'una sull'altra a ventaglio. Questo trucco dà tridimensionalità al piatto e mostra la succosità interna della carne.
- la nappa finale – una volta posizionata la carne, raccogli il sughetto rimasto in padella e colalo a filo sopra la bistecca (in gergo tecnico si chiama nappare). La carne assumerà un aspetto lucido, caldo e succulento ("glassato").
3. Contrasti di colore e punti di luce
Per rompere i toni scuri della birra e della carne, servono elementi decorativi edibili che richiamino gli ingredienti utilizzati.
- il verde balsamico – non usare il prezzemolo, che con la birra c'entra poco. Decora il piatto con un piccolo rametto di rosmarino fresco o qualche fogliolina di timo appoggiata sulla carne. Il verde brillante donerà un senso di freschezza immediato.
- il tocco di pepe – una grattata grossolana di pepe nero in grani (o pepe rosa per un tocco di colore) regalerà dinamismo visivo grazie ai piccoli puntini scuri sulla superficie lucida della salsa.
4. Integrare il contorno nel piatto
Questo piatto chiama un contorno che aiuti a raccogliere il sugo. Potete presentarlo direttamente insieme alla carne per un effetto scenografico:
- il purè a quenelle – se usate il purè di patate, posizionatelo a fianco della carne modellandolo con due cucchiai per formare delle eleganti polpette ovali (quenelles).
- le patate al forno – disponete le patate novelle al forno, ben dorate e croccanti, intorno alla bistecca. Il contrasto visivo tra la croccantezza delle patate e la morbidezza glassata della carne renderà il piatto irresistibile al primo sguardo.
Abbinamenti di birra con carne di maiale
Mentre per la cottura in padella servono birre con poco luppolo per evitare che il sugo diventi amaro, per l'abbinamento nel bicchiere la regola cambia: la birra da bere deve essere calda, strutturata e capace di ripulire il palato dalla grassezza del maiale e dalla dolcezza della cipolla caramellata.
Il principio cardine è l'abbinamento per analogia: bere la stessa tipologia di birra usata in cucina (o una molto simile) crea un'armonia perfetta a tavola.
Ecco le opzioni migliori per accompagnare il piatto:
1. Se in padella hai usato una birra chiara e delicata
Se il piatto è leggero e sfumato con una classica lager, nel bicchiere serve una birra che dia un po' più di sostegno ma che mantenga grande freschezza.
- Bock o Helles Bock (tradizione tedesca) – sono birre chiare ma decisamente più robuste, maltate e calde rispetto alle normali bionde da spiaggia. La loro dolcezza maltata si sposa alla perfezione con il sapore del maiale e contrasta delicatamente la nota speziata del pepe.
- Biére de Garde o Saison (tradizione franco-belga) – birre ad alta fermentazione con una bellissima complessità aromatica (note di crosta di pane, fieno e una leggera speziatura). Hanno un finale secco e una carbonazione (bollicina) vivace, ideale per sgrassare la bocca dal capocollo.
2. Se in padella hai usato una birra rossa o ambrata (L'abbinamento perfetto)
Questo è in assoluto il matrimonio più indovinato per la carne di maiale in padella, perché le note caramellate della birra richiamano i succhi zuccherini della carne rosolata e della cipolla.
- Belgian Pale Ale o Dubbel (birre d'abbazia belghe) – birre ambrate o scure, calde, con note di frutta secca, datteri e caramello. Hanno un corpo morbido e avvolgente che si allinea alla perfezione con la consistenza ricca e glassata della bistecca infarinata.
- Vienna Lager o Märzen – birre ambrate a bassa fermentazione, molto pulite ed equilibrate. Offrono un perfetto bilanciamento tra le note dolci del malto tostato e una freschezza finale che pulisce il palato senza aggredirlo.
3. Se in padella hai usato una birra scura e robusta
Se hai optato per un piatto dai toni invernali, scuri e intensi, nel bicchiere serve qualcosa che regga l'urto di quei sentori tostati.
- Dry Stout o Oatmeal Stout – le classiche birre nere stile Guinness. Hanno note di caffè, cacao amaro e liquirizia. Al palato sono sorprendentemente scorrevoli e "asciutte" (dry), il che le rende perfette per ripulire la bocca dopo un boccone di carne succulenta.
Una regola per i curiosi: l'abbinamento per contrasto (Le IPA)
- Sebbene le IPA (India Pale Ale) siano assolutamente vietate dentro la padella a causa del loro amaro distruttivo in riduzione, possono essere un esperimento interessante nel bicchiere. L'amaro pronunciato e i profumi agrumati/tropicali del luppolo americano funzionano da "lama" per tagliare nettamente la componente grassa e untuosa del capocollo di maiale, azzerando la pesantezza del piatto a ogni sorso.
Che contorno abbinare alla bistecca di maiale con la birra?
1. I contorni "da scarpetta" (per raccogliere il sugo alla birra)
Se l'obiettivo è non lasciare neanche una goccia di glassa nel piatto, le patate sono le tue alleate storiche, ma declinate in consistenze diverse.
- Purè di patate o di zucca – il re indiscusso per questo piatto. La consistenza soffice e vellutata del purè accoglie il fondo di cottura alla birra e cipolle proprio come farebbe una tipica salsa di carne. Mescolare un boccone di carne, sugo e purè regala la massima sensazione di comfort food.
- Patate al forno croccanti – il contrasto perfetto di consistenze. Mentre la carne è morbida e nappa di salsa, la patata passata al forno ad alta temperatura (meglio se con la buccia e tanto rosmarino) offre quel tocco "scrocchiarella" che spezza la morbidezza del piatto.
2. I grandi classici mitteleuropei (per un effetto pub)
Se hai usato una birra ambrata o scura e vuoi ricreare quell'atmosfera calda da taverna del nord Europa.
- Crauti stufati – l'abbinamento tradizionale per eccellenza con il maiale. La spiccata nota acida dei crauti fermentati (magari sfumati con un goccio della stessa birra o cucinati con semi di cumino) taglia nettamente la grassezza del capocollo, pulendo la bocca a ogni boccone.
- Verza saltata in padella con pancetta – taglia la verza a strisce sottili e saltale a fuoco vivo con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio e della pancetta a cubetti. La verza deve rimanere leggermente tenace (non stracotta) per dare una bella consistenza rustica al piatto.
3. I contorni freschi e leggeri (per sgrassare il palato)
Se vuoi alleggerire il piatto e cerchi un contrasto che pulisca la bocca senza appesantire.
- Finocchi e arance in insalata – un abbinamento siciliano che funziona divinamente con il maiale alla birra. Taglia i finocchi sottilissimi, unisci gli spicchi d'arancia pelati a vivo, qualche oliva nera e condisci con olio, sale e pepe. La freschezza e l'acidità dell'arancia contrastano alla perfezione la dolcezza della cipolla cotta.
- Verdure grigliate (zucchine, melanzane e radicchio) – la nota leggermente amarognola della grigliatura (specialmente sul radicchio tardivo) riprende le sfumature del luppolo della birra, mentre la consistenza asciutta delle verdure bilancia la cremosità del fondo di cottura della carne.
Come cucinare le bistecche di maiale: gli errori da evitare
Anche se la bistecca di maiale alla birra è una ricetta alla portata di tutti, si basa su un preciso equilibrio chimico tra liquidi, zuccheri e calore. Bastano pochi secondi di distrazione per trasformare una carne tenera in una suola di scarpa, o per rendere il sughetto amaro e sgradevole.
Ecco gli errori più comuni da evitare assolutamente durante la preparazione in padella:
1. Sbagliare il taglio di carne (troppo magro)
La scelta della carne cambia radicalmente il risultato finale.
- L'errore è usare fette di arista o lombo (la lonza). Essendo tagli muscolari estremamente magri e privi di venature di grasso, con la cottura veloce in padella si asciugheranno immediatamente, diventando duri e stopposi.
- Scegli sempre il capocollo (o coppa) o la braciola con l'osso. La presenza del grasso marezzato (quello bianco infiltrato nella carne) si scioglierà in cottura, proteggendo le fibre e mantenendo la bistecca incredibilmente succulenta.
2. Sfumare con la birra fredda di frigorifero
Prendere la lattina o la bottiglia dal frigo e versarla direttamente sulla carne rosolata è un errore gravissimo.
- Lo sbalzo termico improvviso bloccherà istantaneamente la cottura della carne, causando l'indurimento immediato delle fibre muscolari. Inoltre, la padella perderà calore e la birra inizierà a bollire lentamente invece di evaporare, "lessando" la carne e rovinando la crosticina della doratura.
- Lascia sempre la birra a temperatura ambiente per almeno un'ora prima di iniziare a cucinare.
3. Non far evaporare l'alcol a fuoco vivo
La birra contiene una percentuale alcolica che deve essere eliminata prima di coprire la padella.
- Se versi la birra e metti subito il coperchio, l'alcol non riuscirà a evaporare, rimarrà intrappolato nella padella e condenserà tornando nel sugo. Il risultato sarà un piatto dal retrogusto acido, pungente e fastidiosamente alcolico.
- Versa la birra a fuoco alto, lascia che esali un forte profumo di alcol e attendi circa 1 o 2 minuti finché non vedi che la schiuma si abbatte e il liquido inizia a ridursi. Solo a quel punto puoi abbassare la fiamma e coprire.
4. Esagerare con la farina o non scrollare l'eccesso
L'infarinatura serve a creare la cremina, ma richiede precisione geometrica.
- Se metti troppa farina o non la scuoti bene prima di mettere la carne nell'olio, la farina in eccesso si staccherà dalla bistecca e si depositerà sul fondo della padella, bruciando nei primi 3 minuti di rosolatura. Questo darà al sughetto un colore grigiastro e un sapore di bruciato.
- Passa la carne nella farina e poi battila energicamente tra le mani: sulla superficie deve rimanere solo un velo quasi invisibile.
5. Scegliere una birra troppo luppolata
Come accennato per la scelta degli ingredienti, questo è l'errore che rovina irreparabilmente il sapore del piatto.
- Le birre molto amare (come le IPA o le birre artigianali fortemente luppolate) contengono resine che in cottura, evaporando l'acqua, si concentrano a dismisura. Il sughetto diventerà così amaro da essere imbevibile e immangiabile, e nemmeno la dolcezza della cipolla riuscirà a salvarlo.
- Resta sempre su birre bionde commerciali classiche o ambrate/rosse dolci.
Come conservare la bistecca alla birra
La bistecca di maiale alla birra dà il meglio di sé appena tolta dal fuoco, quando il fondo di cottura è vellutato e la carne è succosa. Se ti avanza, puoi comunque conservarla facilmente seguendo poche attenzioni per evitare che il sughetto si separi o che la carne si asciughi diventando stopposa.
Ecco i metodi migliori e i trucchi per rigenerarla mantenendola tenera:
In frigorifero (per 2-3 giorni)
È il metodo di conservazione ideale. La carne di maiale già cotta regge benissimo il freddo, e la presenza della glassa alla birra aiuta a proteggerla dall'aria della cella frigorifera.
- il contenitore – lascia raffreddare completamente la carne a temperatura ambiente per evitare che si crei condensa all'interno del recipiente. Trasferisci poi le bistecche e tutto il loro sugo di cottura in un contenitore di vetro o plastica a chiusura ermetica.
- la solidificazione – non spaventarti se il giorno dopo il sughetto apparirà gelatinoso o solidificato. È del tutto normale: il collagene naturale del maiale e gli zuccheri della birra si compattano con il freddo, ma torneranno liquidi e cremosi appena scaldati.
Nel congelatore (fino a 2 mesi)
Se hai preparato diverse porzioni, puoi congelare il piatto senza problemi.
- il trucco del sugo – inserisci le bistecche in un contenitore adatto al gelo o nei sacchetti per alimenti, assicurandoti di coprire interamente la carne con il suo sughetto alla birra e cipolle. Il liquido avvolgerà la carne creando uno scudo protettivo che eviterà le bruciature da congelamento (freezer burn) e manterrà l'idratazione.
- come scongelarla – trasferisci il contenitore dal freezer al frigorifero circa 12-24 ore prima di consumarlo, lasciandolo scongelare lentamente. Evita lo scongelamento rapido in acqua calda per non rovinare le fibre del maiale.
Il segreto per rigenerarla (senza renderla una suola)
Riscaldare la carne già cotta è la fase più delicata: se usi una temperatura troppo alta, la bistecca subirà una seconda cottura diventando inevitabilmente dura.
- in padella (consigliato) – metti la carne e il suo sugo solidificato in una padella. Aggiungi 2 o 3 cucchiai di brodo caldo o di acqua (o anche un goccino extra di birra, se ne hai aperta una). Accendi il fuoco al minimo, copri con un coperchio e lascia scaldare lentamente per 5-7 minuti, girando la carne a metà tempo. Il liquido aggiunto rileverà la farina del sugo, ricreando la cremina originaria senza asciugare la bistecca.
- al microonde (metodo rapido) – se hai fretta, metti la porzione in un piatto, aggiungi un cucchiaio d'acqua sul fondo e copri con l'apposito coperchio da microonde per trattenere l'umidità. Scalda a media potenza (circa 500-600W) per 1 minuto e mezzo. Non usare la massima potenza, altrimenti il grasso del capocollo esploderà e la carne diventerà gommosa.