L'universo dei ravioli cinesi alla piastra è davvero vasto e affascinante, un mondo ricco di sapori, consistenze e tradizioni che varia da regione a regione, con infinite possibilità di interpretazione. Che si tratti di un involucro più o meno sottile, di ripieno che può essere delicato o deciso, della forma particolare o del tipo di cottura, ogni dettaglio contribuisce a creare una varietà di ravioli unica nel suo genere.
Nel grande panorama della cucina cinese, questi ravioli assumono nomi diversi a seconda della loro specificità: dumpling, gyoza, siu mai… Ogni termine racchiude una tradizione culinaria diversa, con sfumature e storie legate alla cultura di un particolare popolo o regione. Personalmente, per evitare di incappare in qualche errore o confusione terminologica, preferisco restare sul vago e chiamarli semplicemente “ravioli cinesi”. È un termine ampio che racchiude tutte queste meravigliose varietà senza scendere troppo nei dettagli, lasciando spazio all’immaginazione e alla curiosità di chi li assapora.
Preparare i ravioli cinesi alla griglia richiede un po’ di manualità, soprattutto quando si tratta di chiudere l’involucro in modo da non far fuoriuscire il ripieno durante la cottura. Ma non c’è da preoccuparsi se all’inizio non sono perfetti dal punto di vista estetico. La bellezza, in questo caso, può essere messa in secondo piano: l’importante è che siano buoni. Con il tempo e un po’ di pratica, l’abilità di chiudere i ravioli in modo elegante verrà da sé, trasformando ogni piccola imperfezione in un segno distintivo del fatto in casa.
La cottura alla piastra, poi, è ciò che dona a questi ravioli il loro caratteristico contrasto di consistenze: un lato croccante e dorato che si sposa alla perfezione con la morbidezza dell’altro lato, che rimane più soffice e umido. Questo contrasto rende i ravioli cinesi alla piastra irresistibili, capaci di conquistare anche i palati più esigenti.
Storia dei ravioli cinesi di carne
La nascita dei ravioli cinesi (Jiaozi) affonda le radici nella storia della Cina del Nord durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). L'invenzione viene tradizionalmente attribuita a Zhang Zhongjing, uno dei più grandi medici della medicina tradizionale cinese. Durante un inverno particolarmente rigido, Zhang notò che molti contadini poveri soffrivano di gravi geloni alle orecchie a causa del freddo e della denutrizione. Per curarli, cucinò un calderone di carne di agnello, peperoncino ed erbe medicinali riscaldanti, tritò il tutto e lo avvolse in piccoli fogli di pasta di grano modellati a forma di orecchio. Questi "fagottini terapeutici" venivano serviti caldi con il loro brodo di cottura: il pasto non solo sfamò la popolazione, ma riattivò la circolazione guarendo i malati.
La variante specifica alla piastra (Guotie) nacque successivamente, durante la dinastia Song (960 – 1279 d.C.). Si racconta che un cuoco imperiale stesse bollendo dei classici jiaozi in un grande wok quando si distrasse, lasciando evaporare completamente l'acqua. I ravioli si attaccarono sul fondo della pentola, friggendo nella loro stessa umidità. Non avendo il tempo di rifarli per l'Imperatore, il cuoco li servì così, spacciandoli per una nuova prelibatezza croccante. L'Imperatore ne fu così entusiasta che il metodo di cottura divenne immediatamente un pilastro della cucina di Pechino e delle province settentrionali. Oggi sono il cibo simbolo del Capodanno Cinese, poiché la loro forma allungata ricorda i lingotti d'oro antichi (yuanbao), augurando ricchezza e prosperità.
Varianti dei dumpling
- versione vegana e vegetariana totale – sostituisci i trecentocinquanta grammi di maiale e l'uovo con una farcia di tofu compatto pressato e sbriciolato unito a funghi shiitake disidratati e reidratati, aumentando la dose di verza e carota
- versione per intolleranti al lattosio – l'impasto tradizionale cinese e il ripieno a base di carne e verdure sono naturalmente privi di latte e burro, garantendo la totale sicurezza senza alcuna modifica agli ingredienti originali
- versione per intolleranti al glutine – sostituisci i quattrocento grammi di farina zero zero con una miscela composta da settanta per cento di farina di riso finissima e trenta per cento di amido di tapioca, impastando esclusivamente con acqua bollente
- variante di mare ai gamberi ed erba cipollina – sostituisci metà del macinato di maiale con gamberi freschi sgusciati e battuti al coltello, e utilizza al posto del porro una generosa manciata di erba cipollina cinese (jiu cai)
- variante cantonese classica al pollo e bambù – utilizza polpa di pollo macinata finemente al posto del maiale e arricchisci il ripieno con germogli di bambù in scatola tagliati a cubetti millimetrici per donare una spiccata nota croccante
- variante di manzo e cipolla di pechino – sostituisci il maiale con macinato di manzo scelto e ometti la verza, impiegando come unica verdura una grande quantità di cipolla dorata o cipollotto tritato finemente e aromatizzato con cinque spezie cinesi
- variante croccante con la crosticina di amido – versa in padella insieme all'acqua di cottura un cucchiaino di amido di mais sciolto per creare durante la fase finale di frittura una spettacolare e scenografica cialda croccante a nido d'ape
Come conservare i ravioli cinesi?
- In frigorifero: puoi conservare i ravioli già chiusi e crudi in frigorifero per un massimo di 12-16 ore, disposti su un vassoio ben distanziati e coperti da un canovaccio asciutto. Se rimangono troppo a lungo, l'umidità del ripieno bagnerà la sfoglia, bucandola. I ravioli già cotti alla piastra si conservano in un contenitore ermetico per 2 giorni, ma perderanno la croccantezza della base.
- In congelatore: come ottimamente suggerito nelle istruzioni della ricetta, il congelamento da crudi è il metodo di conservazione ideale. Disponili separati su un vassoio spolverizzato con amido di mais e, una volta solidi, congelali nei sacchetti per 3 mesi. Cuocili direttamente da congelati allungando la fase al vapore di 3 minuti.
Bevande da abbinare ai gyoza
- Tè Oolong (Tieguanyin) caldo: un tè semifermentato cinese eccezionale. Le sue note floreali e il corpo medio ripuliscono la bocca dall'aroma dello zenzero e del porro, alleggerendo la grassezza della carne di maiale.
- Birra Tsingtao o una Pale Ale agrumata: servita molto fredda. La Tsingtao (la birra cinese più famosa) è una lager leggera e rinfrescante che esalta la parte croccante e fritta della base del raviolo.
- Acqua frizzante con infuso di zenzero fresco e cetriolo: per l'alternativa analcolica. Riproduce la freschezza pungente del ripieno svolgendo un'efficace azione sgrassante sul palato.
Che cibi abbinare ai siu mai?
- Salsa da intingolo (Dip): prepara una ciotolina miscelando tre cucchiai di salsa di soia, un cucchiaio di aceto nero cinese di riso (Chinkiang) e qualche goccia di olio piccante al peperoncino (Chili Oil). È il condimento obbligatorio in cui intingere il raviolo.
- Insalata fredda di alghe Wakame o cetrioli schiacciati (Pai Huang Gua): la consistenza acquosa, l'aceto e l'aglio dei cetrioli marinati spezzano la densità del ripieno caldo.
Come presentare i ravioli cinesi?
- Il cerchio capovolto da locanda: cuoci i ravioli disponendoli a raggiera (in cerchio concentrico con le punte rivolte verso il centro) in una padella antiaderente rotonda. Al termine della cottura, quando l'acqua è evaporata e la base è dorata, appoggia un piatto piano grande sopra la padella e capovolgi con un gesto secco. Servirai i ravioli uniti tra loro, mostrando la superficie inferiore perfettamente ambrata, uniforme e croccante. Posiziona la ciotolina della salsa al centro del cerchio.
Preparazione e cottura ravioli: quali errori evitare?
- Non far riposare l'impasto della sfoglia: l'impasto di sola farina e acqua ha bisogno di riposare (nella ricetta sono previsti due riposi per un totale di 1 ora e 20 minuti) per permettere alla maglia glutinica di rilassarsi. Se stendi la pasta senza farla riposare, questa risulterà elastica come un elastico, tornando indietro e rimanendo troppo spessa o strappandosi durante la chiusura.
- Stendere la sfoglia con uno spessore omogeneo: quando stendi i dischetti con il matterello, la parte centrale del cerchio deve rimanere leggermente più spessa rispetto ai bordi. Se il centro è troppo sottile, il peso e l'umidità del ripieno di carne perforeranno la base del raviolo in cottura, facendo fuoriuscire tutti i succhi saporiti nella padella.
- Inserire il ripieno caldo o bagnare troppo i bordi: le verdure (verza e carota) contengono molta acqua. Se non le strizzi bene tra le mani prima di unirle al maiale, rilasceranno liquidi nella ciotola rendendo la farcia acquosa e impossibile da sigillare. Inoltre, non serve bagnare i bordi della sfoglia fresca con acqua per chiuderli (come si fa con i ravioli nostrani secchi): la pasta fresca si sigilla perfettamente solo con la pressione delle dita ("pinzatura").
- Aprire continuamente il coperchio nei primi 5 minuti di cottura: la fase al vapore richiede che la temperatura e l'umidità all'interno della padella rimangano costanti. Se sollevi il coperchio per controllare, farai uscire il vapore e abbasserai la temperatura, ottenendo una sfoglia dura, gommosa e parzialmente cruda. Fai affidamento esclusivamente sul timer.