Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tradizionale che non può mancare sulla tavola italiana il 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe e della festa del papà. Originarie della Campania, queste delizie hanno conquistato il cuore (e il palato) di molti, diffondendosi in tutto il Paese con varianti regionali che arricchiscono ulteriormente la ricetta originale. Personalmente le preparo anche durante l'anno perché mi piacciono molto.
La zeppola di San Giuseppe si presenta in due versioni principali: fritta e al forno. Entrambe le varianti hanno i loro appassionati, ma la scelta dipende spesso dalle preferenze personali e dall'atmosfera che si vuole ricreare. Le zeppole fritte, con la loro croccantezza esterna che contrasta con la morbidezza della crema pasticcera all'interno, sono un omaggio alla tradizione. Fritte in abbondante olio, assumono un colore dorato irresistibile e una consistenza soffice che si scioglie in bocca. Sono il simbolo di un dolce ricco e goloso, perfetto per celebrare un'occasione speciale come la festa di San Giuseppe.
Per chi preferisce una versione più leggera, le zeppole San Giuseppe al forno sono un’alternativa altrettanto deliziosa. Qui, la pasta choux, viene cotta in forno fino a diventare dorata e fragrante. Anche in questa versione, il cuore della zeppola è farcito con crema pasticcera e guarnito con un’amarena sciroppata, che dona un tocco di dolcezza e acidità insieme, completando l’esperienza gustativa.
Le zeppole fritte di San Giuseppe, che siano fritte o al forno, rappresentano un connubio perfetto di sapori e consistenze. La pasta choux, croccante fuori e soffice dentro, accoglie una generosa quantità di crema pasticcera, vellutata e profumata, solitamente arricchita da un pizzico di vaniglia o limone. L'amarena, posizionata al centro, non è solo una decorazione, ma un elemento fondamentale che aggiunge freschezza e un piacevole contrasto di sapore.
In ogni morso di una zeppola di San Giuseppe fritta, si ritrova un po' della storia e della tradizione italiana. Questo dolce non è solo un piacere per il palato, ma anche un omaggio alle nostre radici, un momento di convivialità e condivisione che rende omaggio alla figura del papà, celebrando con dolcezza e affetto una delle ricorrenze più sentite dell’anno.
Storia delle zeppole di San Giuseppe napoletane
La storia delle zeppole di San Giuseppe affonda le radici nell'antica Roma e nelle celebrazioni dei Liberalia del 17 marzo, feste in onore di Bacco e Sileno dove si friggevano frittelle di frumento nello strutto e si beveva vino. Con l'avvento del Cristianesimo, la ricorrenza è stata assimilata alla festa di San Giuseppe del 19 marzo. La leggenda popolare vuole che San Giuseppe, durante la fuga in Egitto con Maria e Gesù, dovette fare il friggitore e il venditore di frittelle per sostenere la famiglia.
La prima ricetta scritta della zeppola di San Giuseppe moderna si deve al celebre cuoco e letterato napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, che nel 1837 codificò nel suo trattato Cucina casarinola co la lengua napolitana la preparazione della pasta choux fritta nell'olio e guarnita con zucchero. Successivamente, i pasticceri napoletani arricchirono il guscio fritto o al forno con la crema pasticcera e l'amarena sciroppata, trasformandola nel capolavoro d'alta pasticceria che conosciamo oggi.
Ricetta zeppole di San Giuseppe alternativa
- versione vegana – sostituisci i 120 g di burro con 120 g di margarina vegetale o burro di soia, sostituisci le 4 uova della pasta choux con 150 g di aquafaba montata ed usa 400 g di crema pasticcera vegana a base di bevanda di mandorla o soia
- versione vegetariana – la ricetta di base è già al 100% vegetariana
- versione per intolleranti al lattosio – sostituisci i 120 g di burro con 120 g di burro delattosato (con lattosio inferiore al 0.1%) o burro chiarificato ed usa 400 g di crema pasticcera preparata con latte delattosato
- versione per intolleranti al glutine – sostituisci i 180 g di farina 00 con 180 g di miscela di farina deglutinata per dolci e pasta choux o con 120 g di farina di riso e 60 g di amido di mais
- variante nera al cacao e cioccolato – aggiungi all'impasto della pasta choux 20 g di cacao amaro ed usa 400 g di crema pasticcera al cioccolato fondente (pari al 100% della farcitura)
- variante al pistacchio – guarnisci le zeppole con 400 g di crema pasticcera al pistacchio e sostituisci le 8 amarene con 20 g di granella di pistacchi tostati
- variante salata da aperitivo – elimina lo zucchero a velo, riduci il sale nell'impasto a 5 g ed impiega 400 g di mousse di ricotta e mortadella guarnendo con 8 olive nere al posto delle amarene
Come conservare le zeppole di San Giuseppe ricetta base
- In frigorifero: conserva le zeppole già farcite con crema ed amarena all'interno di un porta torte o contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 1-2 giorni. La pasta choux assorbirà l'umidità della crema ammorbidendosi leggermente.
- In congelatore: puoi congelare i soli gusci di pasta choux cotti e non farciti per 2 mesi. Prima di servirli, passa i gusci in forno a 160°C per 5 minuti per ridare fragranza e poi procedi alla farcitura con la crema pasticcera fresca.
Che bevande abbinare alla zeppola di San Giuseppe ricetta classica
- Moscato di Siracusa o Passito di Pantelleria DOC: vini dolci e liquorosi con intense note di frutta candita, miele ed agrume che esaltano la dolcezza della crema e la nota acidula dell'amarena.
- Marsala Superiore Semisecco: un vino fortificato strutturato, ottimo in abbinamento soprattutto con la versione fritta della zeppola.
- Caffè Espresso Napoletano o Tè Nero al limone (analcolico): il classico finale di pasto italiano, dove l'amaro del caffè contrasta la dolcezza della crema pasticcera.
Che cibi abbinare alla ricetta delle zeppole
- Graffe napoletane o Sfinci di San Giuseppe: per allestire un vassoio di dolci tradizionali da festa del papà.
- Piccola pasticceria secca o biscotti da tè: ideali se la zeppola viene servita durante un buffet dolci d'inizio primavera.
Come presentare le zeppole di S Giuseppe
- Servizio classico da pasticceria su pirottini: disporre ciascuna zeppola all'interno di un pirottino di carta plissettata bianca o dorata. Posiziona la zeppola al centro di un piatto da dessert. Applica la crema pasticcera con la sac-à-poche creando una ricca spirale che riempia il buco centrale e sovrasti il guscio. Spolverizza con abbondante zucchero a velo e adagia esattamente al centro della crema 1 amarena sciroppata lucida con un cucchiaino del suo sciroppo.
Come si fanno le zeppole: quali errori evitare
- Aggiungere le uova al polentino ancora bollente: se il composto di acqua, farina e burro non si intiepidisce prima dell'unione delle uova, il calore le cuocerà trasformandole in una frittata ed impedendo all'impasto di svilupparsi in cottura.
- Aprire lo sportello del forno durante i primi 20 minuti di cottura: per la versione al forno, la dispersione di vapore farà afflosciare i gusci di pasta choux irrimediabilmente.
- Friggere in olio a temperatura superiore a 150-160°C: un olio troppo caldo cuocerà la zeppola esternamente scurendola subito, ma lascerà l'interno crudo, gommoso e pesante.
- Farcire le zeppole quando sono ancora calde: la crema pasticcera si squaglierà a contatto con il guscio caldo scivolando via dal dolce.