Pasta con calamari gamberi e cozze

Porzioni: 4 Tempo totale: 45 min Difficoltà: Intermedio
Ricette con calamari: la pasta e calamari gamberi e cozze è un piatto semplice da preparare ma capace di conquistare tutti con il suo sapore autentico e genuino. Perfetto per una cena in famiglia o per sorprendere gli ospiti, è un vero e proprio tuffo nei sapori del mare.  

La pasta con calamari, gamberi e cozze è un piatto dal sapore intenso e fresco, perfetto per chi ama i frutti di mare. Tra le tante ricette di primi questo è ricco di profumi mediterranei, è ideale per portare in tavola un tocco di mare in qualsiasi stagione, grazie anche alla possibilità di conservare le cozze nei periodi giusti. Infatti, come molti sanno, i mesi migliori per acquistare le cozze sono quelli senza la lettera “R” nel nome (in francese) quindi maggio, giugno, luglio e agosto. In questi mesi, le cozze sono al massimo del loro sapore e consistenza, e conservarle nel congelatore, già sgusciate e con la loro acqua, è un trucco perfetto per averle sempre a disposizione.

I calamari, insieme ai gamberi e alle cozze, sono gli ingredienti principali di questa ricetta e, con la loro consistenza tenera e il sapore delicato, si combinano perfettamente con la dolcezza dei pomodorini. Personalmente, preferisco usare quelli del Vesuvio, noti per il loro gusto leggermente acidulo e molto saporito, che arricchiscono il piatto senza sovrastare il gusto dei frutti di mare. Questa pasta con calamari è anche incredibilmente versatile, potendo essere preparata con diversi formati di pasta, ma per questa versione ho scelto le bavette, che si sposano benissimo con i sughi a base di pesce, grazie alla loro forma lunga e leggermente piatta, che trattiene perfettamente il condimento.

Storia dalla pasta con sugo di calamari, gamberi e cozze

La storia della pasta con i frutti di mare e i molluschi (come calamari, gamberi e cozze) è un affascinante viaggio che unisce la storia della pesca nel Mediterraneo, l’evoluzione della pasta secca in Italia e una mezza rivoluzione botanica arrivata dalle Americhe.

Ecco le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita di questo primo piatto iconico:

1. Le origini: i pescatori e lo “scoglio”

Prima di diventare un piatto da ristorante raffinato, i primi con calamari o in generale con i frutti di mare è nata sui pescherecci e nei borghi marinari delle coste centro-meridionali italiane (in particolare tra Campania, Puglia e Sicilia).

I pescatori erano soliti vendere i pesci e i crostacei più pregiati al mercato. Per loro tenevano il cosiddetto “scarto”: i piccoli calamari rimasti nelle reti, le cozze staccate dagli scogli durante le mareggiate e i piccoli gamberi di nassa. Questi ingredienti venivano cotti direttamente a bordo o sulla spiaggia all’interno di grandi pentoloni, creando un sugo estremamente saporito nato dalla pura necessità di non sprecare nulla.

2. L’incontro con la pasta secca

La vera svolta avviene tra il XVII e il XVIII secolo a Napoli e Torre Annunziata, quando la produzione della pasta secca (grazie all’invenzione del torchio meccanico) diventa industriale e accessibile a livello popolare. I napoletani, fino ad allora chiamati “fogliafoglie” per il loro grande consumo di cavoli e verdure, diventano i “mangiamaccheroni”.

L’abbinamento tra i formati di pasta (inizialmente i vermicelli, poi evolutisi in bavette, linguine e paccheri) e i sughi di mare diventa immediato, poiché la trafilatura della pasta e la sua porosità si rivelano perfette per trattenere i succhi dei molluschi e l’olio del soffritto.

3. La rivoluzione del Pomodorino

Fino alla fine del Settecento, la pasta con il pesce si mangiava rigorosamente “in bianco”, cioè condita solo con olio, aglio, peperoncino e il liquido rilasciato dai molluschi.

La storia cambia quando il pomodoro, importato dalle Americhe ma inizialmente guardato con forte diffidenza, inizia a essere coltivato con successo alle pendici del Vesuvio. I pomodorini del Vesuvio (come il famoso Piennolo), grazie al terreno vulcanico ricco di minerali, sviluppano una spiccata acidità e una buccia resistente. Cuochi e marinai compresero che una manciata di questi pomodorini non copriva il sapore del pesce, ma la sua acidità bilanciava perfettamente la dolcezza naturale dei gamberi e dei calamari, creando l’equilibrio gustativo che amiamo ancora oggi.

4. Dal “cartoccio” alla codificazione moderna

Nel corso del Novecento, con il boom economico e la nascita del turismo balneare, questo piatto ha lasciato le cucine povere dei pescatori per entrare nei menu dei ristoranti di tutta Italia, diventando il simbolo delle vacanze estive e della cucina mediterranea.

È in questo periodo che gli chef hanno iniziato a perfezionare la tecnica (come la cottura separata dei diversi frutti di mare per rispettarne i tempi e l’uso dell’acqua delle cozze filtrata per dare sapidità), trasformando un piatto di recupero in un capolavoro di equilibrio gastronomico.

Varianti pasta con calamari e pomodorini

  • versione vegetariana e vegana – per sostituire completamente i frutti di mare mantenendo la consistenza tipica del piatto, puoi utilizzare i funghi cardoncelli o i funghi pleurotus tagliati a rondelle e striscioline (che ricordano la consistenza del calamaro) saltati con dei cuori di carciofo, aggiungendo al soffritto dell’alga nori o dell’alga kombu sminuzzata per donare al sugo quel tipico e inconfondibile profumo di mare
  • versione senza lattosio – la ricetta a base di pesce e pomodorini è già naturalmente priva di lattosio, ma se desideri mantecare la pasta a fine cottura per creare una cremina avvolgente, puoi aggiungere un cucchiaio di formaggio spalmabile o di panna da cucina vegetale (ad esempio di soia o di riso), oppure utilizzare semplicemente un goccio di olio a crudo e l’acqua di amido della pasta
  • versione senza glutine – per rendere il piatto idoneo a chi soffre di celiachia o intolleranza, sostituisci le bavette di grano tradizionale con bavette, spaghetti o paccheri certificati gluten-free (ottimi quelli a base di mais e riso o di solo riso integrale), avendo cura di scolarli molto al dente prima di saltarli nel sugo di pesce per evitare che si sfaldino
  • variante saporita “in rosso” con olive e capperi – trasforma la base di pomodorini del Vesuvio in una finta marinara ricca, unendo al soffritto di aglio e olio una manciata di olive nere di Gaeta snocciolate, dei capperi dissalati e un pizzico di peperoncino fresco, elementi che creano un contrasto perfetto con la dolcezza naturale di calamari e gamberi
  • variante profumata al pesto di pistacchio – aggiungi una nota elegante e una consistenza unica unendo due cucchiai di pesto di pistacchio puro al sugo di pesce negli ultimi trenta secondi di salto in padella, bagnando con l’acqua delle cozze per emulsionare il tutto e guarnendo il piatto finito con granella di pistacchio tostato
  • variante fresca allo zenzero e scorza di lime – per pulire il palato e dare un tocco esotico ed estivo, sfuma i calamari e i gamberi in cottura con del succo di lime anziché con il vino bianco, e grattugia dello zenzero fresco nel soffritto iniziale, completando il piatto prima di servire con una grattugiata di scorza di lime biologico.

Formati di pasta ideali

La scelta del formato di pasta per un sugo ricco di calamari, gamberi e cozze non è solo una questione estetica, ma di geometria del gusto. Questo condimento unisce una parte liquida e saporita (l’acqua delle cozze emulsionata con l’olio e il pomodoro) a elementi solidi di consistenze diverse.

I formati più adatti si dividono in due grandi filosofie di pensiero:

1. La pasta lunga (per avvolgere il sugo)

È la scelta più tradizionale e romantica. La pasta lunga crea una matassa che trattiene il sugo per capillarità e permette di raccogliere i pezzi di pesce a ogni colpo di forchetta.

  • linguine o bavette – la scelta ideale per eccellenza; la loro sezione piatta, a differenza dello spaghetto tondo, offre una superficie maggiore a cui il sugo di pomodorini e l’olio al sapore di mare possono aggrapparsi, garantendo una mantecatura perfetta
  • spaghetti alla chitarra – la loro sezione quadrata e la consistenza porosa data dalla trafilatura sono perfette per assorbire l’acqua delle cozze, mantenendo un’ottima consistenza al morso (al dente) che contrasta con la morbidezza del calamaro
  • scialatielli – tipici della costiera amalfitana, sono spaghetti più corti, larghi e spessi, spesso arricchiti nell’impasto con un pizzico di latte o basilico; la loro corposità è ideale per reggere la ricchezza di un sugo misto di crostacei e molluschi

2. La pasta corta (per “catturare” il pesce)

La pasta corta gioca sulla contemporaneità: il formato è studiato per far sì che i pezzi di calamaro, le cozze e i gamberi si infilino dentro o intorno alla pasta, creando il boccone perfetto.

  • paccheri o calamarata – la calamarata, in particolare, si chiama così perché ha la stessa identica forma degli anelli di calamaro; nel piatto il pesce e la pasta si confondono visivamente, e la cavità del formato accoglie perfettamente le cozze e i gamberetti, regalando un’esperienza masticatoria unica
  • mezze maniche rigate – la rigatura esterna trattiene la cremina del sugo, mentre il diametro interno è perfetto per ospitare le cozze sgusciate, creando un eccellente equilibrio tra pasta e condimento
  • fregola sarda – una splendida alternativa regionale; questa piccola pasta di semola tostata a palline viene cucinata quasi come un risotto, assorbendo completamente il brodo delle cozze e legandosi ai calamari tagliati a cubetti piccolissimi

Il consiglio per la cottura: Qualunque formato tu scelga, scolalo due o tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione e risottalo direttamente nella padella con il sugo, aggiungendo l’acqua delle cozze filtrata. È questo passaggio che permette all’amido della pasta di legarsi ai grassi del condimento, creando la tipica texture avvolgente dei ristoranti di mare.

Vini da abbinare al sugo ai calamari

Per un primo piatto con calamari ricco di profumi mediterranei, il vino ideale deve avere tre caratteristiche fondamentali: freschezza (acidità) per bilanciare la dolcezza dei gamberi e del pomodorino, buona sapidità per sposare il salmastro dei molluschi e una discreta struttura per non farsi sovrastare dall’intensità del sugo.

1. I grandi bianchi marini

I vini prodotti vicino alle coste sviluppano una naturale nota salina che si fonde magnificamente con l’acqua delle cozze e il sapore dei calamari.

  • vermentino di sardegna o della maremma toscana – la scelta ideale; è un vino fresco, intensamente profumato di erbe mediterranee e agrumi, con un finale sapido che ripulisce la bocca dalla componente oleosa del condimento
  • falanghina del sannio o flegrea – restando vicini all’origine dei pomodorini del Vesuvio, questo bianco campano offre una bellissima acidità, note croccanti di frutta bianca e una mineralità perfetta per i primi piatti di mare strutturati

2. Bianchi verticali e minerali 

Se preferisci puntare tutto sulla freschezza tagliente per contrastare la morbidezza del calamaro e la dolcezza del gambero.

  • greco di tufo docg – un bianco di grande carattere, quasi “gessoso” e tagliente, con una struttura importante che regge benissimo l’aggiunta delle cozze e la complessità del sugo
  • soave classico – dal Veneto, un vino a base di uva Garganega che regala eleganza, note di mandorla fresca e una spalla acida ideale per i formati di pasta lunga saltati in padella

3. Il rosato fermo 

Poiché la ricetta prevede la presenza dei pomodorini (che danno acidità e colore al sugo), un vino rosato rappresenta un abbinamento moderno e sorprendentemente indovinato.

  • rosato del salento o della provenza – questi vini uniscono la freschezza tipica dei bianchi a una leggerissima struttura data dal breve contatto con le bucce delle uve rosse; i loro sentori di piccoli frutti rossi e la loro sapidità esaltano sia il pomodorino che il crostaceo.

Idee per presentare gli spaghetti ai calamari

La presentazione di un primo piatto di mare ricco come le bavette o gli spaghetti con calamari, gamberi e cozze deve trasmettere tre cose: freschezza, ricchezza e cura del dettaglio. Trattandosi di un sugo con ingredienti di forme e colori diversi, il segreto è disporli in modo strategico per dare volume e far risaltare ogni singolo elemento.

Ecco tre modi diversi per presentare questo piatto, dal più conviviale al più raffinato:

1. L’impiattamento “Gourmet” 

È la tecnica perfetta se vuoi stupire i tuoi ospiti con una presentazione elegante da ristorante.

  • usa un piatto fondo a cappello di prete (quelli con la tesa larga e il centro profondo) o un piatto piano scuro (il nero o il blu ardesia fanno risaltare i colori dei frutti di mare e del pomodoro)
  • crea il nido – utilizzando un forchettone e un mestolo da cucina, arrotola una porzione di bavette direttamente nel mestolo per creare un nido compatto, quindi adagialo delicatamente al centro del piatto, sviluppandolo in altezza
  • disponi i gioielli – non lasciare che i molluschi e i crostacei restino nascosti sotto la pasta; prendili dalla padella con una pinza e adagiali sopra e intorno al nido: metti i gamberi ben visibili in cima, i calamari sui lati e distribuisci 3 o 4 cozze (con il guscio ben lucido) alla base del nido
  • il tocco finale – nappa la pasta con un ultimo cucchiaio di sugo caldo rimasto in padella per dare lucentezza, aggiungi una spolverata leggera di prezzemolo fresco tritato finissimo (evita i pezzi grossolani) e un giro d’olio extravergine a crudo

2. La presentazione “Trattoria Moderna” 

Un metodo che celebra la convivialità e il profumo del piatto appena saltato.

  • usa una mini-padella in alluminio o rame oppure un grande piatto da portata ovale in ceramica bianca o vietrese colorata
  • la distribuzione – versa la pasta al centro e distribuisci i frutti di mare in modo apparentemente casuale ma uniforme, lasciando molti gusci di cozza aperti verso l’alto
  • l’effetto wow – porta in tavola il piatto caldissimo, posizionando accanto un contenitore vuoto (sempre in stile con il piatto) per i gusci delle cozze e degli spicchi di limone tagliati a vivo (senza buccia) per chi desidera una nota acida extra

3. La variante scenografica “Al Cartoccio”

Un’idea eccellente per trattenere tutti i profumi del mare fino al momento esatto in cui l’ospite aprirà il piatto.

  • prepara il cartoccio – ritaglia un grande quadrato di carta fata (la carta trasparente adatta al forno) o di carta da forno tradizionale
  • sigilla il profumo – dopo aver saltato la pasta molto al dente in padella con il sugo, trasferisci la porzione al centro del foglio, assicurandoti di raccogliere abbondante condimento; chiudi il cartoccio a sacchetto legandolo con uno spago da cucina
  • il passaggio in forno – passa il cartoccio in forno già caldo a 200°C per soli 2 o 3 minuti, giusto il tempo di far gonfiare il sacchetto di vapore, poi servilo direttamente sul piatto piano; gli ospiti apriranno lo spago a tavola, venendo investiti da un profumo di mare pazzesco.

Pasta con calamari gamberi e cozze

Tempo di preparazione 15 mins Tempo di cottura 30 mins Tempo totale 45 min Difficoltà: Intermedio Porzioni: 4 Stagione Migliore: Adatto tutto l'anno

Descrizione

Il segreto per ottenere un piatto di paccheri con calamari (o altro formato) e gamberi davvero gustoso sta nell’equilibrio tra i sapori e nella cottura accurata di ogni ingrediente. È importante non cuocere troppo i calamari, per mantenere la loro tenerezza, e aggiungere un po' dell’acqua di cottura delle cozze per arricchire il sapore del sugo senza renderlo troppo pesante. Anche la breve cottura delle cozze a parte, per poi unirle agli altri ingredienti, contribuisce a mantenere intatta la loro freschezza.

Ingredienti

Modalità Di Cottura Disabili

Istruzioni

Ricette pasta calamari

  1. Preparare gli ingredienti della pasta con i calamari

    Pulire il calamaro eliminando le interiora e tagliarli a pezzi più piccoli e i gamberi togliendo il filo dell'intestino sul dorso del carapace.

  2. Preparare il sugo calamari e gamberi

    Fare soffriggere in una padella l'aglio e l'olio, versarvi i calamari e i pomodorini (io uso quelli del Vesuvio), aggiungere un po' d'acqua del barattolino delle cozze per dare sapore, quindi fare cuocere per una decina di minuti.

    Nel frattempo in un'altra padella versare altro olio con un pezzetto d'aglio e soffriggere le cozze giusto per un minuto (sono già cotte). Unire le cozze ai calamari e gamberi e concludere la cottura.

  3. Cuocere la pasta ai calamari

    Lessare la pasta, io ho scelto le bavette, in abbondante acqua salata e appena cotta, saltare il tutto in padella, quindi servire.

Attrezzature Utili

Valori nutrizionali

Porzioni 4


Quantità per porzione
Calorie 526kcal
% Valore giornaliero*
Grassi totali 11.4g18%
Carboidrati totali 77.5g26%
Fibra alimentare 3.3g14%
Proteine 31.1g63%

* Le percentuali dei valori giornalieri si basano su una dieta da 2.000 calorie. Il tuo fabbisogno giornaliero potrebbe essere superiore o inferiore a seconda delle tue esigenze caloriche.

Keywords: Pasta con calamari
Vota la ricetta
Hai fatto questa ricetta?

Tag #ilricettariodibianca se fai questa ricetta. Segui @ilricettariodibianca su Instagram e resta aggiornato.

Appunta questa ricetta per condividerla con i tuoi amici e follower.

pinit

Domande frequenti

Expand All:

Come riconoscere i calamari freschi?

Quando si acquistano calamari freschi, ci sono alcuni aspetti da considerare per garantirne la qualità. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Aspetto - i calamari freschi devono avere un aspetto lucido e umido, senza macchie scure o segni di disidratazione. La pelle deve apparire tesa e non flaccida.
  • Odore - un buon calamaro fresco ha un odore di mare, fresco e pulito. Se l'odore è pungente o sgradevole, è meglio evitarli.
  • Consistenza - i calamari freschi devono essere sodi al tatto. Se si sentono molli o vischiosi, è un segno che non sono freschi.
  • Colorazione - i calamari freschi presentano una colorazione uniforme; evita quelli che mostrano scolorimenti o alterazioni di colore.

Vota questa ricetta
Aggiungere una domanda
0 Add to Favorites
Min
0 Add to Favorites
Condividi sul tuo social network