Cassoni Romagnoli

Porzioni: 6 Tempo totale: 13 ore Difficoltà: Principiante
Si mangiano ancora caldi accompagnato da un buon vino rosso tipo Sangiovese.

I cassoni romagnoli, noti anche come crescioni, rappresentano una delle specialità più amate della tradizione gastronomica romagnola. Si tratta di una sorta di focaccia ripiena, semplice e rustica, ma incredibilmente versatile e saporita. Tradizionalmente, questi fagottini di pasta sottile vengono farciti con rosole, le tenere foglie giovani del papavero selvatico, che conferiscono al ripieno un sapore delicato e leggermente amarognolo, tipico delle erbe spontanee.

Preparare il cassone romagnolo in casa è un vero e proprio viaggio nella cultura romagnola. La base dell’impasto è costituita da pochi ingredienti essenziali: farina, strutto (o olio extravergine d’oliva), bicarbonato e un pizzico di sale. Questa semplicità permette di ottenere una pasta morbida e facile da lavorare, che, dopo un breve riposo, si trasforma in sottili sfoglie pronte ad accogliere il ripieno.

Le rosole, dopo essere state lavate e tritate finemente, vengono condite con olio, pepe e aglio per esaltarne il sapore. Una volta farcite le sfoglie con questo delizioso ripieno, i cassoni vengono richiusi con cura, premendo sui bordi prima con le dita e poi con i rebbi di una forchetta per sigillarli perfettamente. La cottura avviene su una piastra di ghisa ben calda, che conferisce loro una leggera croccantezza all’esterno e lascia il ripieno morbido e succoso.

Sebbene i cassoni alle rosole siano un classico, le possibilità di personalizzazione sono infinite. Da salsiccia e rucola a peperoni e speck, fino alle combinazioni più classiche come mozzarella e pomodoro, ogni variante riesce a soddisfare i gusti di tutti.

I cassoni romagnoli si gustano al meglio appena cotti, ancora caldi, accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso, preferibilmente un Sangiovese della zona. Questa pietanza è ideale come piatto unico, spuntino o antipasto, perfetta per condividere un momento di convivialità in famiglia o con amici. Una delizia che racchiude il gusto autentico della Romagna, semplice ma ricca di tradizione.

Storia della ricetta cassone romagnolo

La storia del cassone romagnolo è intrinsecamente legata a quella della piadina, definita da Giovanni Pascoli come il “pane nazionale dei Romagnoli”. Se la piadina liscia fungeva da companatico per i braccianti agricoli, il cassone nacque nelle campagne come pasto completo e facilmente trasportabile nei campi durante le lunghe giornate di lavoro. Il termine crescione deriva direttamente dall’erba crescione (Nasturtium officinale), che originariamente, insieme alle rosole, ai grespini e ad altre erbe spontanee di campo, costituiva il ripieno verde e gratuito raccolto lungo i fossi e nei terreni incolti in primavera.

Questo piatto incarna perfettamente la genialità della cucina povera: l’uso dello strutto, sottoprodotto della macellazione del maiale (animale presente in ogni casa colonica), serviva a rendere la pasta digeribile e morbida senza dover ricorrere al costoso olio d’oliva o al burro. La cottura sul testo, originariamente una teglia circolare di argilla refrattaria prodotta storicamente a Montetiffi, permetteva di cuocere il pasto direttamente sulla brace del camino senza bisogno di un vero forno a legna, rendendolo un simbolo universale di autonomia e calore domestico.

Varianti ricette dei cassoni romagnoli

  • versione vegana – sostituisci il cucchiaio di strutto nell’impasto con 40 ml di olio extravergine d’oliva (corrispondente a circa il 10% del peso della farina) per una sfoglia completamente vegetale
  • versione vegetariana – sostituisci lo strutto con un’analoga quantità di burro o 40 ml di olio extravergine d’oliva, mantenendo il ripieno di sole erbe spontanee o formaggi freschi
  • versione per intolleranti al lattosio – la ricetta tradizionale con strutto (o olio) e rosole è già naturalmente priva di lattosio al 100%; in caso di varianti con formaggi, utilizza 150 g di squacquerone o mozzarella delattosata con percentuale residua inferiore allo 0.01%
  • versione per intolleranti al glutine – sostituisci i 500 g di farina 00 con un mix specifico per pane o piadina senza glutine a base di farina di riso e amido di mais, aggiungendo 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva per dare elasticità alla sfoglia
  • variante classica mozzarella e pomodoro – farcisci il cassone con 150 g di mozzarella vaccina ben sgocciolata e tritata e 100 g di polpa di pomodoro densa condita con sale e origano
  • variante saporita salsiccia e rucola – cuoci preventivamente 150 g di salsiccia di mora romagnola sgranata e usala per farcire la sfoglia insieme a una generosa manciata di rucola fresca e 100 g di squacquerone
  • variante light a ridotto contenuto di grassi – riduci lo strutto a soli 10 g (una riduzione di oltre il 60% rispetto alla dose classica) e aumenta la quantità di acqua nell’impasto per mantenere la consistenza della pasta

Come conservare il cassone romagnolo ricetta base

  • In frigorifero: i cassoni già cotti possono essere conservati in frigorifero in un contenitore ermetico per un massimo di 2 giorni. Per consumarli, riscaldali su una piastra o padella antiaderente ben calda per 3 minuti per lato, così da restituire friabilità alla pasta (evita il microonde, che li renderebbe molli).
  • In congelatore: puoi congelare i cassoni da crudi, subito dopo averli sigillati. Disponili distanziati su un vassoio e, una volta congelati, trasferiscili nei sacchetti gelo. Si conservano per 3 mesi e possono essere cotti direttamente sulla piastra calda ancora congelati, a fiamma molto dolce, prolungando la cottura di qualche minuto.

Che bevande abbinare al crescione

  • Romagna Sangiovese Superiore DOC: l’abbinamento territoriale perfetto. Un rosso giovane, fresco e con la giusta acidità, ideale per bilanciare la grassezza dello strutto e contrastare la nota erbacea e leggermente amarognola delle rosole.
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC: se preferisci una leggera bollicina; la sua spuma vivace pulisce il palato dal condimento del cassone.
  • Estratto di mela verde e sedano (analcolico): una bevanda analcolica fresca, acida e dissetante, ottima per accompagnare il pasto estivo o merende rustiche.

Che cibi abbinare

  • Affettati misti romagnoli: un tagliere con prosciutto crudo di Carpegna DOP, salame romagnolo e coppa, da consumare alternando i morsi al cassone caldo.
  • Sottoli e sottaceti artigianali: giardiniera o cipolline sott’aceto per dare una spinta acida che pulisce la bocca.

Come presentare i cascioni

  • Il servizio rustico nel cesto di vimini: presenta i cassoni caldissimi, appena tolti dalla piastra, tagliati a metà in senso diagonale così da mostrare il ricco e fumante ripieno verde di rosole. Disponili all’interno di un cesto di vimini foderato con un tovagliolo di tessuto a quadri rossi e bianchi (o con la tipica stampa romagnola color ruggine a motivi di uve e galletti). Servi immediatamente affinché gli ospiti possano consumarli con le mani, avvolti in un pezzo di carta paglia.

Quali errori evitare

  • Non strizzare a sufficienza le rosole dopo la salatura: le rosole rilasciano una quantità enorme di acqua. Se non le strizzi con forza estrema usando le mani o un canovaccio pulito, l’acqua rimasta bagnerà l’interno della pasta durante la cottura, impedendo alla sfoglia di cuocersi e creando una consistenza gommosa e bagnata sul fondo.
  • Stendere la sfoglia troppo spessa: la sfoglia del cassone deve essere molto sottile (circa 2 mm). Se lasci la pasta troppo spessa, la parte interna a contatto con il ripieno umido rimarrà cruda e indigesta, mentre l’esterno si brucerà rapidamente sulla piastra.
  • Non sigillare correttamente i bordi: l’umidità interna crea vapore durante la cottura. Se non premi con estrema decisione prima con le dita e poi con i rebbi di una forchetta lungo tutto il bordo a mezzaluna, il cassone si aprirà sulla piastra, facendo fuoriuscire il ripieno e bruciando l’esterno.
  • Utilizzare una piastra troppo fredda o troppo calda: la piastra di ghisa (o il testo) deve essere calda ma non rovente. Se è troppo fredda, la pasta si asciugherà lentamente diventando dura come un biscotto; se è troppo calda, la sfoglia si brucerà esternamente in pochi secondi lasciando il ripieno freddo e la pasta interna cruda. Cuoci a fiamma medio-dolce, ricordando di “cuocere in piedi” il cassone sul bordo piatto per un minuto per cuocere anche la giuntura.

Cassoni Romagnoli

Tempo di preparazione 30 mins Tempo di cottura 30 mins Tempo di riposo 12 ore Tempo totale 13 ore Difficoltà: Principiante Porzioni: 6 Stagione Migliore: Adatto tutto l'anno

Descrizione

Si possono riempire con quello che si vuole: salsiccia e rucola, peperoni e speck, mozzarella e pomodoro sono le più comuni, ma le combinazioni possono essere infinite.

Ingredienti

Modalità Di Cottura Disabili

Istruzioni

Crescioni romagnoli o cassoni ricetta

  1. Preparare la ricetta cassoni romagnoli: le rosole

    Raccogliere le rosole giovani e tenerelle, lavarle, tritarle finemente e metterle in un recipiente con una manciata di sale, mescolare e lasciare a riposo per una decina di ore. Strizzare per fare uscire l’acqua di vegetazione, condire con olio, pepe e aglio (a volontà).

  2. Crescione ricetta: preparare l'impasto

    Fare un impasto con la farina e lo strutto (o l'olio), il bicarbonato (o il lievito chimico per pizza) e il sale. Impastare bene e a lungo, formare delle palline da 100-120 g e lasciare riposare per alcune ore. 

  3. Assemblare i cassoni romagnoli

    Stenderle in sfoglie sottili. Riempirli con le rosole. Chiuderli ribaltando una metà sull'altra e premendo sul bordo prima con le dita e poi con i rebbi di una forchetta.

  4. Cuocere i cassoni romagnoli

    Metterli a cuocerli sulla piastra di ghisa già calda. Cuocerli da entrambe le parti e anche sul bordo grosso.

Valori nutrizionali

Porzioni 6


Quantità per porzione
Calorie 412kcal
% Valore giornaliero*
Grassi totali 10.2g16%
Carboidrati totali 68.5g23%
Fibra alimentare 4.5g18%
Proteine 11.1g23%

* Le percentuali dei valori giornalieri si basano su una dieta da 2.000 calorie. Il tuo fabbisogno giornaliero potrebbe essere superiore o inferiore a seconda delle tue esigenze caloriche.

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