Friarielli in padella: come pulirli e cucinarli

Porzioni: 4 Tempo totale: 45 min Difficoltà: Principiante
Come pulire i friarielli ricette: quando li prepari cotti in padella, l’olio dev’essere abbondante, non pensare alle calorie altrimenti falli lessi, conditi con olio, sale e limone.

I friarielli in padella sono un’istituzione per i napoletani, un piatto simbolo che rappresenta l’identità e la tradizione culinaria partenopea. Guai a chiamarli in un altro modo! Non sono broccoletti, non sono cime di rapa, e nemmeno friggitelli. Sono friarielli, e chi li conosce davvero lo sa bene. La loro preparazione richiede pochi ingredienti, ma tanto amore per la cucina di casa, quella semplice, fatta di sapori decisi e autentici.

Questa ricetta è uno degli esempi perfetti per capire come la cucina napoletana riesca a trasformare ingredienti poveri in un contorno ricco di gusto. I friarielli in padella sono ottimi da soli, ma diventano irresistibili se accompagnano una salsiccia alla brace, o farciscono un panino caldo e fragrante. Sono spesso presenti anche come accompagnamento in altre ricette tradizionali della cucina partenopea.

Per cucinare i friarielli nel modo giusto è importante saperli pulire accuratamente: si selezionano solo le foglie tenere, si eliminano quelle danneggiate o troppo dure, e si lavano più volte in acqua fredda per eliminare ogni traccia di terra. Una volta scolati, si procede con la ricetta tipica napoletana: olio extravergine d’oliva in abbondanza, aglio, peperoncino e un pizzico di sale. Cucinare i friarielli richiede attenzione nei tempi e nel dosare gli ingredienti: devono appassire ma rimanere ben saporiti, senza asciugarsi troppo o diventare troppo molli.

La tradizione vuole che si servano caldi, ma sono buonissimi anche a temperatura ambiente, e si prestano perfettamente alla conservazione: una volta cotti, possono essere congelati e usati al bisogno per arricchire altre ricette o per un contorno veloce e gustoso.

Insomma, se ti stai chiedendo come si cucinano i friarielli, uno dei piatti più amati dai napoletani, la risposta è semplice: friarielli in padella, la ricetta che sa di casa, di semplicità e di sapore autentico.

Prova anche la ricetta salsiccia e friarielli

Storia dei friarielli in padella

La storia dei friarielli in padella è un racconto affascinante che affonda le radici nella Napoli più povera del Seicento e del Settecento. È l’esempio perfetto di come la necessità e l’ingegno del popolo partenopeo abbiano saputo trasformare uno scarto agricolo in un pilastro della cultura gastronomica campana.

L’evoluzione di questo contorno si sviluppa attraverso alcune tappe storiche fondamentali:

1. L’origine del nome e i “Lazzaroni”

L’etimologia della parola friariello è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici della lingua napoletana, ma l’ipotesi più accreditata si lega direttamente alla tecnica di cottura.

  • Deriva quasi certamente dal verbo napoletano friere (friggere), dal latino frigere. I friarielli sono, per definizione, le infiorescenze e le foglie tenere della rapa che vengono “fritte” direttamente in padella con l’olio, senza essere prima bollite.
  • Una seconda teoria, più romantica, fa risalire il nome al castigliano frijol (che in Spagna indica i fagioli, ma che per estensione indicava alcune verdure nate in terreni caldi). Napoli, dopotutto, ha vissuto una lunga dominazione spagnola.

2. La fame, il Vomero e i “Magnafoglie”

Tra il Seicento e il Settecento, Napoli visse una gravissima crisi economica e demografica. Il popolo minuto, i cosiddetti Lazzaroni, pativa la fame.

  • Fino a quel momento i napoletani erano soprannominati nei testi storici “Magnamaccaroni” per via del loro consumo di pasta. A causa della miseria, la carne era un miraggio e persino la farina scarseggiava. I napoletani si videro costretti a consumare massicciamente le verdure coltivate nelle colline della città, in particolare sul Vomero (che all’epoca era chiamato la “collina dei broccoli”). Fu in questo periodo che cambiarono soprannome in “Magnafoglie”.
  • Le cime di rapa crescevano rigogliose e selvatiche ovunque. Tuttavia, i signori e i nobili consumavano solo le parti più pregiate o i tagli di carne, mentre le donne del popolo raccoglievano quelle che venivano considerate le “punte di scarto” della pianta: i fiori non ancora aperti e le foglie più piccole e tenere.

3. La nascita della ricetta e lo strutto

La genialità della ricetta in padella nacque proprio dalla necessità di rendere saporite e nutrienti queste foglie amare.

  • Non potendo bollire la verdura (per non perdere le pochissime calorie e sostanze nutritive nell’acqua), le donne del popolo iniziarono a cuocerle direttamente in padella (il tiesto di ferro battuto).
  • L’olio extravergine d’oliva era un lusso per pochi; la ricetta originaria prevedeva quindi l’uso della sugna (lo strutto di maiale), un grasso povero ma energetico. Per dare carattere a una verdura così amara, si aggiungevano abbondante aglio e il peperoncino (‘o forte), che fungeva anche da disinfettante naturale e scaldava il corpo nei mesi invernali. Con il benessere del dopoguerra, lo strutto è stato poi felicemente sostituito dall’olio d’oliva.

4. Il matrimonio sacro: Salsiccia e Friarielli

I friarielli in padella non rimasero a lungo un piatto isolato. Nell’Ottocento si compì il “matrimonio d’amore” della cucina napoletana: l’incontro con la salsiccia di maiale (rigorosamente a punta di coltello).

  • I venditori ambulanti di Napoli, i battilocchi, iniziarono a vendere per le strade i panini caldi svuotati della mollica e farciti con i friarielli grondanti d’olio e le salsicce cotte sulla brace. Era il cibo da strada perfetto per gli operai: economico, calorico e straordinariamente gustoso.

Oggi i friarielli in padella hanno abbandonato la veste di cibo della miseria per diventare un’eccellenza tutelata, un simbolo di appartenenza che i napoletani difendono con orgoglio in tutto il mondo.

Friarielli ricette varianti di abbinamenti

I friarielli in padella, preparati secondo la ricetta tradizionale napoletana (con solo olio, aglio, peperoncino e sale), sono un piatto naturalmente vegano, vegetariano e completamente privo di glutine e di lattosio. Non contengono infatti alcun ingrediente di origine animale, derivati del latte o cereali. Tuttavia, è possibile arricchire la base per creare abbinamenti inclusivi, sfiziosi o con sfumature di sapore diverse.

Ecco le varianti consigliate per personalizzare il piatto:

  • versione classica per intolleranti e vegani – la ricetta originale è già al 100% sicura per celiaci, intolleranti al lattosio, vegetariani e vegani; per mantenere questa purezza anche nei tradizionali abbinamenti, puoi servire i friarielli su una fetta di pane casereccio certificato senza glutine o utilizzarli per farcire una piadina gluten-free
  • variante vegana proteica al tofu affumicato – per sostituire l’iconico ma non vegano abbinamento con la salsiccia di maiale, taglia del tofu affumicato a cubetti e fallo saltare in padella con un filo d’olio finché non diventa croccante, poi uniscilo ai friarielli negli ultimi minuti di cottura; il sentore di affumicato ricorderà la complessità della carne alla brace
  • variante vegetariana golosa con provola (senza lattosio) – a fine cottura, quando i friarielli sono caldi e il liquido si è asciugato, aggiungi nella padella dei cubetti di provola affumicata o di caciocavallo rigorosamente delattosati; copri con il coperchio per un minuto a fuoco spento per far filare il formaggio senza appesantire gli intolleranti
  • variante sprint con taralli sbriciolati (per dare un sapore diverso e croccante) – appena prima di servire i friarielli, sbriciola grossolanamente sopra il piatto uno o due taralli napoletani sugna e pepe (oppure taralli all’olio d’oliva e senza glutine se ci sono ospiti celiaci); donerà una consistenza croccante eccezionale che contrasta la morbidezza della verdura
  • variante sapida alla partenopea con alici e capperi – nel soffritto iniziale di olio, aglio e peperoncino, fai sciogliere due o tre filetti di acciughe sott’olio e aggiungi un cucchiaio di capperi dissalati prima di tuffare i friarielli; questa combinazione (tipica anche del ripieno della pizza di scarola) esalta l’amaro naturale della verdura con una spinta di sapidità marina
  • variante agrodolce con uvetta e pinoli – unisci al soffritto una manciata di uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e strizzata e dei pinoli tostati; le note dolci dell’uvetta attenueranno la punta amara dei friarielli, creando un contrasto tipico della cucina meridionale, ottimo per chi si approccia a questa verdura per la prima volta.

Stagionalità dei friarielli

La stagionalità dei friarielli è prettamente autunnale e invernale. Pur trattandosi di una verdura simbolo dei pranzi della domenica, la natura ha stabilito per questo ortaggio un calendario molto preciso, legato al clima freddo.

La stagionalità si articola in questo modo:

Il periodo ideale (da ottobre ad aprile)

I friarielli sono una varietà di cima di rapa che per svilupparsi al meglio ha bisogno di temperature fresche e di una buona escursione termica.

  • l’inizio (da ottobre a novembre) – i primi friarielli fanno la loro comparsa sui banchi dei mercati campani a metà autunno. Questi primi raccolti sono generalmente molto teneri, con foglie piccole e steli sottili.
  • il picco della qualità (da dicembre a febbraio) – l’inverno è il momento d’oro del friariello. Il freddo e le prime gelate notturne hanno un effetto magico sulla pianta: bloccano la fioritura precoce e spingono l’ortaggio a concentrare gli zuccheri nelle foglie per difendersi dal gelo. Di conseguenza, i friarielli invernali sono i più saporiti, i meno amari e i più succosi in padella.
  • la coda della stagione (da marzo ad aprile) – con l’arrivo della primavera la stagione volge al termine. Le piante iniziano a produrre più fiori (i “talli”) e la consistenza diventa progressivamente più dura e coriacea, richiedendo una pulizia più accurata e tempi di cottura più lunghi.

Conservare i friarielli

I friarielli sono una verdura piuttosto delicata quando sono crudi, ma una volta cotti diventano estremamente versatili e facili da gestire. Il metodo di conservazione cambia radicalmente a seconda che l’ortaggio sia ancora fresco o già passato in padella.

Ecco come procedere per mantenere intatti sapore e consistenza:

Da crudi (in frigorifero per 2-3 giorni)

Se hai acquistato i fasci di friarielli ma non puoi cucinarli subito, devi proteggerli dall’umidità eccessiva, che è il loro peggior nemico.

  • non lavarli in anticipo – l’acqua residua tra le foglie farebbe marcire la verdura nel giro di poche ore. Conservali esattamente come li hai comprati.
  • il sacchetto di carta – avvolgi i fasci di friarielli in un sacchetto di carta per il pane (quello marrone) oppure in un canovaccio di cotone asciutto, quindi riponili nel cassetto delle verdure del frigorifero. La carta assorbirà l’umidità in eccesso mantenendo le foglie turgide.

Da cotti (in frigorifero per 3-4 giorni)

La cottura tradizionale in padella con abbondante olio extravergine d’oliva, aglio e peperoncino funge da ottimo conservante naturale.

  • il contenitore ermetico – lascia raffreddare completamente i friarielli direttamente nella padella. Trasferiscili poi in un contenitore di vetro o di plastica a chiusura ermetica, avendo cura di versare sopra anche tutto il saporito olio di cottura rimasto sul fondo.
  • il riposo strategico – conservati in questo modo, il giorno successivo saranno ancora più buoni, poiché le foglie avranno assorbito uniformemente gli aromi dell’aglio e del peperoncino.

Nel congelatore (fino a 6 mesi)

Questo è il metodo preferito dai napoletani per avere i friarielli pronti all’uso anche fuori stagione. Non congelare mai i friarielli da crudi, altrimenti lo scongelamento distruggerà le fibre della foglia rendendola acquosa e molle.

  • il congelamento da cotti – prepara i friarielli in padella seguendo la ricetta classica, ma spegni il fuoco un paio di minuti prima del solito, lasciandoli leggermente al dente (finiranno di cuocere quando li rigenererai).
  • le monoporzioni – una volta freddi, dividi i friarielli in piccoli contenitori ermetici o nei sacchetti per il gelo, creando delle porzioni adatte al consumo della tua famiglia. Schiaccia bene il sacchetto per eliminare più aria possibile prima di sigillarlo.

Come rigenerarli al momento del consumo

  • se arrivano dal frigo – ti basta tuffarli in una padella calda con un cucchiaio di acqua o di brodo per 2-3 minuti, coprendo con il coperchio per farli tornare morbidi e fumanti.
  • se arrivano dal freezer – non serve scongelarli ore prima. Metti il blocco di friarielli ancora congelato direttamente in padella con un filo d’olio e due cucchiai di acqua. Copri con il coperchio e cuoci a fuoco medio-basso per circa 7-10 minuti, muovendoli delicatamente con una forchetta man mano che si ammorbidiscono.

Friarielli in padella: come pulirli e cucinarli

Tempo di preparazione 20 mins Tempo di cottura 20 mins Tempo di riposo 5 mins Tempo totale 45 min Difficoltà: Principiante Porzioni: 4 Stagione Migliore: Inverno, Autunno

Descrizione

Come cucinare i friarielli: Sono uno dei piatti più conosciuti e intoccabili per i napoletani. Non li chiamate broccoletti, non li chiamate cime di rapa, non li chiamate friggitelli! I friarielli, sono friarielli, punto! 🙂 Lo so, su questo argomento siamo un po’ “sensibili”.

Ingredienti

Modalità Di Cottura Disabili

Istruzioni

Video

Come cucinare i friarielli ricetta

  1. Ricette friarielli in padella: come pulirli e cucinarli

    Da ogni “rametto” elimina le foglie bucate o col bordo ingiallito, tieni quelle intatte ed elimina la parte centrale più dura se sono grandi. La parte col fiore è tenera ed è una delle parti più buone, è delicata, maneggiala con cura.

    Una volta che avrai ripulito tutti i fasci e man mano messi in acqua procedi cambiando l’acqua, almeno 3-4 volte, dipende da quanto sono sporchi.

    Mettili a colare bene.

  2. Friarielli come cucinarli in padella

    Utilizza una padella capiente, in questo modo anche se perderanno molto volume (come gli spinaci), riuscirai a mescolarli più facilmente. Versa abbondante olio extravergine d’oliva, lo spicchio di aglio (io lo infilzo nello stuzzicadenti per recuperarlo in fretta quando voglio eliminarlo) e aggiungi il peperoncino a piacere. Considera che i semi sono la parte più piccante. Aggiungi il sale e chiudi col coperchio.

    Aspetta che si ammorbidiscano e mescola. Metti ancora il coperchio e porta a cottura. A seconda di quanto sono teneri impiegheranno dai 10 ai 25 minuti. Negli ultimi minuti  però togli il coperchio e fai asciugare il liquido che si forma alla base della padella.

    Quando saranno freddi puoi anche congelarli ed avere un contorno pronto.

Attrezzatura utile

Valori nutrizionali

Porzioni 4


Quantità per porzione
Calorie 123kcal
% Valore giornaliero*
Grassi totali 10.4g16%
Carboidrati totali 2.1g1%
Fibra alimentare 4.2g17%
Proteine 3.8g8%

* Le percentuali dei valori giornalieri si basano su una dieta da 2.000 calorie. Il tuo fabbisogno giornaliero potrebbe essere superiore o inferiore a seconda delle tue esigenze caloriche.

Keywords: Friarielli in padella
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Domande frequenti

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Che differenza c'è fra i friarielli e le cime di rapa?

I friarielli e le cime di rapa sono spesso confusi, ma presentano alcune differenze significative. I friarielli, noti anche come "broccoli di rapa", appartengono alla stessa famiglia delle cime di rapa, ma sono una varietà specifica che si distingue per il loro sapore più dolce e meno amaro. Mentre le cime di rapa hanno un gusto più deciso e possono essere utilizzate in una varietà di piatti, i friarielli sono particolarmente apprezzati nella cucina napoletana, dove vengono spesso abbinati a salsiccia o utilizzati come ripieno per panini. Inoltre, i friarielli sono caratterizzati da foglie più tenere e infiorescenze più piccole rispetto alle cime di rapa, rendendoli ideali per la cottura in padella.

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