Il Bunet piemontese o bonet è un dolce tipico della tradizione culinaria del Piemonte, famoso per la sua consistenza cremosa e il gusto intenso e avvolgente. Perfetto per concludere un pasto in maniera raffinata, questo dessert facile si distingue per il suo mix equilibrato di sapori, che unisce la dolcezza dello zucchero, la fragranza degli amaretti e il carattere deciso del cacao e del rum. L’aggiunta degli amaretti sbriciolati è un tratto distintivo che dona una consistenza particolare e un sapore inconfondibile, mentre il rum conferisce al dolce una nota aromatica che ne esalta il carattere. Prepararlo è semplice e richiede pochi ingredienti, facilmente reperibili, ma il risultato è sorprendente, rendendolo ideale anche per occasioni speciali o per stupire i propri ospiti. Il segreto del successo del bunet sta nella sua preparazione attenta e nell’equilibrio tra gli ingredienti: lo zucchero, il cacao (che dona il sapore del cioccolato) e gli amaretti vengono sapientemente miscelati con latte e uova per creare un composto morbido e uniforme, che una volta cotto si trasforma in un dessert vellutato e profumato.
Storia del bunet piemontese
Il bonët è un antico dolce al cucchiaio piemontese la cui origine risale al Medioevo. Il suo nome in dialetto significa “cappello” o “berretto”: secondo la tradizione più accreditata, il nome deriva dallo stampo in rame in cui veniva cotto (detto bonèt ëd bujè), che ricordava nella forma il berretto da notte indossato come ultimo gesto prima di andare a dormire, proprio come il dessert chiudeva l’esperienza del pasto.
Varianti della ricetta bonet dolce
- la ricetta base è già naturalmente adatta ai vegetariani (con 0% di carne o strutto).
- per vegani sostituire 4 uova con 200 g di tofu vellutato frullato unito a 20 g di amido di mais, 1/2 litro di latte con 1/2 litro di bevanda di soia o mandorla e usare amaretti privi di albume (con 0% di ingredienti di origine animale).
- per intolleranti al lattosio sostituire 1/2 litro di latte intero con 1/2 litro di latte delattosato o bevanda vegetale di mandorla (con meno dello 0,01% di lattosio).
- per intolleranti al glutine sostituire 200 g di amaretti tradizionali con 200 g di amaretti certificati senza glutine (con 0% di glutine, verificando che il cacao non presenti contaminazioni).
- per la variante bianca tradizionale antica (senza cacao) omettere 2 cucchiai di cacao amaro e aumentare gli amaretti a 250 g, sostituendo il rum con 30 ml di liquore Persico.
- per una variante al caffè sostituire 50 ml di latte con 50 ml di caffè espresso ristretto (pari al 10% del volume dei liquidi).
Come conservare il dolce piemontese bonet
Il bunet si conserva in frigorifero coperto con pellicola trasparente o all’interno di un contenitore ermetico per 3-4 giorni. Va servito sempre ben freddo da frigorifero. Si sconsiglia la congelazione poiché la struttura del budino a base di latte e uova e il velo di caramello risulterebbero compromessi dopo lo scongelamento.
Che bevande abbinare al bonet alla piemontese
- Vini dolci e fortificati piemontesi: perfetto con un calice di Moscato d’Asti DOCG, una Malvasia di Casorzo o un Caluso Passito.
- Liquori e amari: ottimo con un bicchierino di Rum ambrato (lo stesso usato nell’impasto) o un amaro alle erbe della tradizione alpina.
- Caffetteria: delizioso affiancato da un caffè espresso forte o da un tipico bicerin piemontese.
Che cibi abbinare alla ricetta bonet piemontese
- Pranzi e cene tradizionali: è il dessert ideale a chiusura di un menu piemontese a base di vitello tonnato, agnolotti del plin o brasato al Barolo.
- Accompagnamento dolciario: perfetto servito con un ciuffo di panna montata fresca poco zuccherata o biscotti leggeri come le lingue di gatto.
Come presentare il budino piemontese
- Impiattamento classico: sformare il dolce su un piatto da portata rettangolare, lasciando che il caramello liquido cada copiosamente sui lati.
- Decorazione raffinata: guarnire la superficie con qualche amaretto intero o sbriciolato grossolanamente e qualche ricciolo di cioccolato fondente.
- Monoporzione: cuocere e servire il bonet in stampini individuali da budino per una presentazione elegante al piatto.
Ricetta bonet tradizionale: quali errori evitare
- Montare troppo le uova nel robot: frullare per pochi secondi dopo aver unito uova e latte per evitare di incorporare aria, che creerebbe antiestetiche bolle nella struttura del dolce durante la cottura.
- Cuocere a temperatura troppo alta o senza bagnomaria: la cottura deve avvenire rigorosamente a bagnomaria a fuoco dolce (160°C) per garantire una consistenza liscia e vellutata.
- Sformare il bunet quando è ancora caldo o tiepido: lasciar raffreddare completamente a temperatura ambiente e poi riporre in frigorifero per almeno 4 ore prima di capovolgerlo, altrimenti il dolce si romperà.
- Bruciare il caramello: preparare il caramello nello stampo fino a doratura senza farlo scurire troppo, per evitare di aggiungere note amare indesiderate al dolce.
Descrizione
La ricetta del bonet piemontese ricetta originale prevede la cottura a bagnomaria che è fondamentale per ottenere la consistenza giusta, evitando che il dolce risulti secco o che si formino bollicine d’aria, che comprometterebbero l’aspetto e la texture. Può essere realizzato in uno stampo da plumcake o da budino, e il caramello che riveste lo stampo aggiunge un tocco di golosità irresistibile, creando un contrasto perfetto tra il dolce della base e il leggero amaro del caramello. Il bunet può essere personalizzato aggiungendo panna fresca, ulteriori uova o zucchero per una versione più ricca, mantenendo inalterato il carattere tradizionale del dolce. Servito freddo, è una vera delizia, ideale per essere gustato in ogni stagione. Questo dessert rappresenta una perfetta sintesi della cucina piemontese, capace di valorizzare ingredienti semplici attraverso una preparazione accurata e un risultato elegante e raffinato.
Ingredienti
Istruzioni
Bunet ricetta
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Bonet ricetta originale
Inserire in un robot zucchero, amaretti e cacao e frullare il tempo che gli amaretti si sbriciolano.
Aggiungere uova e latte frullando pochi secondi, giusto il tempo di amalgamare i due composti (se si sbattono troppo le uova poi si incorpora aria e, una volta cotto, si formano bollicine).
Versare in uno stampo da plumcake caramellato poi cuocere a bagnomaria in forno a 160° per un'ora (oppure 10 minuti in pentola a pressione, in uno stampo da budino).
Valori nutrizionali
Porzioni 6
- Quantità per porzione
- Calorie 340kcal
- % Valore giornaliero*
- Grassi totali 10.5g17%
- Carboidrati totali 48g16%
- Fibra alimentare 1.8g8%
- Proteine 10g20%
* Le percentuali dei valori giornalieri si basano su una dieta da 2.000 calorie. Il tuo fabbisogno giornaliero potrebbe essere superiore o inferiore a seconda delle tue esigenze caloriche.
Note
Volendo farlo più grande, si possono aggiungere 1/4 di panna fresca, 2 uova, 30 g di zucchero e 1 cucchiaio di cacao. Fermo il resto.